5 porzioni di frutta e verdura al giorno? Anche 2

Una dieta sana costa 5 porzioni di frutta e verdura al giorno sono belle, ma impossibili. Meglio: belle, ma non per tutte le tasche. Possono costare sino a tre volte il cibo spazzatura secondo ricercatori dell’Università di Cambridge.   Ma niente paura, ci sono gli inglesi. L’associazione dei 50.000 medici di famiglia (Rcgp) propone al

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Alghe marine, quando il sostenibile diventa insostenibile

Alghe marine? Un business “ecologico” che sta creando problemi ambientali e sociali perché cresciuto troppo rapidamente Con le alghe marine si producono cibi, farmaci, fertilizzanti e persino carburanti. Di recente è stato trovato l’uovo di Colombo: alimentare il bestiame con alghe per tagliare le emissioni di anidride carbonica (di fonte zootecnica). Ma Nazioni Unite  e Scottish association for

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CINE.BIO-HUNGRY HURTS – Hamburger di piselli, una rivoluzione tra etica e finanza

E se il cibo sano, giusto e vegano fosse prodotto da un big dell’industria agroalimentare a partire da allevamenti superintensivi? Cosa cambierebbe? L’alimentazione sarebbe meno “pura”? Il film Hungry Hearts racconta del fanatismo delle ideologie, dell’illusione della purezza del cibo. L’America regala il solito bagno di pragmatismo. Prendi il caso dell’hamburger a base di piselli.

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Sani, longevi e belli, ma ci vuole fiducia

Cavalcare l’onda del salutismo non è un’operazione banale. Per il mercato della nutraceutica si stima una crescita del 7,8% annuo di qui al 2020. I cibi naturali, biologici e funzionali hanno incassato un + 11% nell’ultimo anno negli Usa. Eppure gli esperti si chiedono come mantenere questi ritmi. Questione di fiducia, quella dei consumatori. Etichette

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Perché consumiamo bio(il)logico

Cosa sarà dei consumi di prodotti biologici dopo l’inchiesta di Report BIO ILLOGICO che dice:  Truffa in provincia di Foggia: 11.000 tonnellate di grano duro convenzionale  venduto come se fosse biologico.  enti certificatori lo scoprono troppo tardi quando quel grano è già pasta venduta  Romania: sospesi alcuni enti certificatori italiani che “vistavano” come bio grano invece trattato grano falso biologico transitato

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Moderni, anzi modernissimi come i grani antichi

  Grani integrali, possibilmente antichi, che passione. Crescono, inarrestabili, nella dieta di quasi due terzi (64%) degli americani. Ultimi cinque anni. Cereali come frumento, miglio, farro, sorgo, riso nero, freekeh (Triticum turgidum var. Durum) o altre specie come i semi di quinoa, grano saraceno (Fagopyrum esculentum), teff, semi di chia, semi di lino,  e amaranto. Per essi i consumatori spendono ogni

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Le nuove fabbriche del cibo

Chi dice cibo dice futuro. L’antica e ora moderna sfida di nutrire il mondo è tutta intrisa di innovazione, tecnologia, nuovi paradigmi nutritivi nonché scandali (alimentari). Alcune grandi tendenze. Robot, l’intelligenza artificiale entra in cucina La rivoluzione robotica entra nelle cucine ad alta tecnologia. Vedi Chef Watson creato da IBM, il robot che elabora ricette

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RAPPORTO EFSA Cin cin, il rischio è in tavola

Finite le vacanze, troviamo il rapporto di  Efsa con un quadro aggiornato dei principali rischi alimentari in Europa. Dati 2015. Sono 13 i casi segnalati: Intossicazioni derivate dal consumo di barbabietole crude in Francia; Sviluppo del batterio Vibrio spp nelle acque del Nord e rilevamento della neurotossina TTX nei molluschi bivalvi nel Regno Unito; nuovo

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Allarme dell’Efsa sul riso di plastica cinese

L’Efsa lancia l’allarme: si chiama riso di plastica, è made in China, si ottiene da un mix di patate, patate dolci (sotto forma di granelli di riso) e naturalmente…plastica (resine industriali). Destinazione i mercati asiatici e, soprattutto, l’Africa. Siamo certi che non entri anche nell’Unione europea? Questo è il problema. Ne parlano dal 2011 i

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CINE.BIO-FURORE Record di suicidi agricoli negli Usa. E in Francia

Da “Furore”, simbolo della Grande Depressione, all’agricoltura odierna c’è un filo nero, i suicidi. E non solo L’indagine made in Usa del CDC (Centers for disease control alias Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie) svela che il settore dell’agricoltura, pesca e forestazione è al primo posto della classifica dei “suicidati” (dati 2012 rielaborati

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