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Su Nutella e olio di palma infuriano da tempo le polemiche. La crema di nocciole più famosa al mondo inventata e prodotta da Ferrero, la nostra maggiore industria dolciaria, contiene infatti olio di palma  dannoso per la salute e  l’ambiente. Almeno secondo i detrattori.

Ma Ferrero, storica azienda di Alba (Cn) non si accoda all’onda del marketing “olio di palma-free” e contrattacca: uno, rivendica la sua attentissima selezione della materia; due, parla di disinformazione.

Riepilogo di quanto si dice, pro e contro.

Contro l’olio di palma –   l’olio di palma è particolarmente dannoso per la salute umana: può provocare obesità, diabete, affezione cardiocircolatorie e cancri. Esistono diversi studi al proposito. Chi usa olio di palma contribuisce inoltre alla deforestazione del pianeta per far posto ai palmeti, con l’aumento del riscaldamento terrestre e dell’anidride carbonica.

Il primo, eclatante, appello (poi ritirato) contro l’olio di palma è stato del ministro francese dell’Ambiente, Ségolène Royal. Giugno 2015.

Bando all’olio di palma come ingrediente – Tutti prodotti contenti come ingrediente l’olio di palma, anche in quantità ridotta, vengono messi al bando. I produttori,  se non vogliono perdere quote rilevanti di mercato, indicano chiaramente in etichetta che i loro prodotti non contengono olio di palma .

palma

Lo studio Efsa – secondo uno studio di Efsa, massima autorità europea in materia di sicurezza agroalimentare,  le quantità di olio di palma consumate in media da un singolo consumatore sono al di sotto della soglia di rischio.

Ferrero scende in campo con gli esperti  – Ferrero  chiama un gruppo di esperti di fama per affermare che l’olio di palma non è nocivo alla salute umana. E conferma la sua volontà di continuare a produrre la Nutella utilizzando l’olio di palma, dimostrando che è un grasso meno dannoso del burro e soprattutto che gli approvvigionamenti del prodotto avvengono solo sulla base di una filiera certificata dal produttore all’utilizzatore.

Greenpeace conferma – La conferma di questa certificazione equo-solidale è venuta da Greenpeace Italia:  “il modello di rapporti che abbiamo messo a punto con Ferrero come con altre grandi aziende è un modello virtuoso”. Il problema della deforestazione, invece, “riguarda le migliaia dei piccoli produttori che non lavorano per grandi aziende”.

Olivero grida al complotto – A mettere la ciliegina sulla torta è intervenuto anche il viceministro alle Politiche agricole Andrea Olivero, cuneeseche ha affermato che la demonizzazione dell’olio di palma è stato frutto di un processo mediatico di mala informazione: “campagne organizzate per favorire questo o quel paese” ipotizzando l’esistenza di un vero e proprio complotto.

Cattiva informazione giornalistica? A muovere  tutto sono  solo ragioni economiche o per meglio dire guerre commerciali dove i consumatori sono la fanteria d’assalto?  Senza demonizzare nessuno, vale forse la pena di approfondire alcuni riferimenti fatti da Ferrero: “Noi abbiamo un’attentissima selezione della materia prima” vuol dire che non tutta la materia prima lo è. L’uso di un olio “di qualità ineccepibile, senza contaminanti allo stesso livello degli altri oli vegetali utilizzati” vuol dire che altri oli contengono contaminanti. Cattiva informazione giornalistica o carenza di controlli e informazioni scientifiche?

 

 

 

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