La qualità della vita individuale è un obiettivo che si può raggiungere con i più svariati modi:

  •  uno stile di vita equilibrato,
  • un’alimentazione sana
  • una dieta altrettanto equilibrata
  • alimenti salutistici che si trovano più in farmacia e in parafarmacia che al supermercato.

Dunque è più che mai importante la corretta presentazione di tali strumenti.

Premesso che non è corretto che un centro di fitness attragga i clienti affermando che un’ora di palestra al giorno, oltre una sauna e massaggio, contribuisce ad allungare la vita di dieci anni e a prevenire l’insorgere di malattie gravi, ci limitiamo a parlare degli alimenti e in particolare della loro presentazione.

Gli alimenti cui ci riferiamo sono spesso conosciuti come integratori alimentari in quanto si tratta di elementi nutritivi che si trovano normalmente in tutti gli alimenti convenzionali, dai quali vengono però estratti e presentati al consumatore in forma concentrata. Si sa, ad esempio, che gli Omega-3 sono un potente antiossidante delle cellule del nostro organismo, per cui il consumo di pesce che ne contiene in maggiore quantità rispetto ad altri alimenti, contribuisce ad aumentarne la loro benefica assunzione da parte dei singoli individui.

Senza dover ricorrere a un’alimentazione mono varietale a base di pesce, per assumere tutti gli Omega-3 di cui ha bisogno il nostro organismo, per rallentare il processo di ossidazione, si ricorre quindi agli integratori alimentari che contengono tali elementi in forma concentrata.

Nella presentazione dei prodotti “salutistici”, che comprende oltre all’etichettatura delle confezioni anche la loro presentazione promozionale e la loro pubblicità, vengono subito richiamate norme comunitarie che disciplinano la materia con il solo risultato che i produttori sono presi da una sindrome dell’errore e delle sanzioni pecuniarie che possono essere loro comminate mentre i consumatori da una timorosa diffidenza di fronte ad ogni parola o frase che trovano scritta o vorrebbero trovare scritta.

Non a torto l’Italia è famosa per essere considerata la patria del diritto e gli italiani ne sono i più attenti interpreti, ma, per fortuna, il diritto comunitario non è nato nella culla del diritto romano, ma piuttosto in quello teutonico e anglosassone. In ogni caso il diritto non è altro che pura logica e non una somma di principi anche discordanti tra di loro frutto di cavillose e successive interpretazioni.

La norma comunitaria che produttori e consumatori devono quindi tenere in conto e applicare e al più interpretare, ma sempre con stringata logica è quella che afferma, all’art.7 del Reg.1169, che le indicazioni riportate sulle etichette e ogni altra forma di presentazione, compresi gli alimentati salutistici, devono “essere precise, chiare e facilmente comprensibili dal consumatore” e soprattutto non trarlo in inganno. E subito dopo il Regolamento comunitario afferma che i prodotti alimentari non devono contenere indicazioni tali da indurre il consumatore a ritenere che tali alimenti abbiano proprietà preventive o curative di specifiche malattie.