Lo stop alla cannuccia non basterà. Sai cosa rischi?

La plastica è flessibile, resistente, sterile e conveniente: un caso di resilienza perfetta.

Mito degli anni ’50: da rivedere “Sabrina” di Billy Wilder per innamorarsene.

Ma ci è scappata di mano.

È finita nei mari, nell’ambiente e nel nostro cibo. A partire dai pesci.

L’hanno trovata in 1 tartaruga su 3. Allarme di Greenpeace

Un problema mondiale come spiega la campagna “Planet or Plastic?” di National Geographic

national geografic Planet or plastic

25 grandi fondi di investimento chiedono ai big del food (Nestlè, Pepsi, Unilever ecc) di ridurre la plastica

C’è chi si è già mosso come Starbuck  con l’addio alla cannuccia

O come Adidas

Bando alla plastica anche in alcune città americane: Seattle  è stata la prima.

Altre si preparano come New York e San Francisco.

E McDonald’s lo farà da settembre nel Regno Unito: solo cannucce in carta riciclabile.

Il nostro pane quotidiano

Siamo in attesa del bando europeo alla cannuccia (piccola parte del problema) e altri oggetti in plastica.

In realtà, l’insidia viene dalle microplastiche. Dove le troviamo?

  • pesci ma  sono presenti per lo più nello stomaco e nell’intestino, di solito eliminati: quindi siamo meno esposti. Attenzione invece ai frutti di mare, ostriche e cozze in particolare.
  • Miele
  • Birra 
  • Sale marino
  • Acqua di rubinetto
  • Polvere domestica.

La chiamano zuppa di plastica

Dicono che nel 2050 avremo più plastica che pesci nei mari.

Il fatto è che la plastica arriva e può sparire rapidamente dalle nostre vite: un sacchetto, una bottiglia.

Impiega in realtà dai 200 ai 1000 anni per decomporsi.

Cosa sono le microplastiche, le più insidiose, invisibili agli occhi?

  • da 1 a 5mm di diametro
  • utilizzate anche per cosmetici e dentifrici
  • la maggior parte deriva da spazzatura galleggiante che si frantuma, esposta ai raggi UV
  • sono presenti ovunque: aria, acqua e alimenti
  • possono contenere in media il 4% di additivi
  • ci sono anche le nanoplastiche: da 1 a 100 nanometri.

Fanno male alla nostra salute?   

Cosa accade quando le microplastiche finiscono nei nostri piatti? Quali danni provocano additivicontaminanti assorbiti dalle plastiche?

Gli studi sono ancora troppo pochi per essere generalizzati e sono stati condotti sugli animali e in provetta. Dimostrano  comunque effetti negativi. Alcuni esempi:

BPA (bisfenolo A) è un additivo di molti prodotti, plastica inclusa. Rende le bottiglie trasparenti, ma interferisce con il nostro sistema ormonale 

DEHP e altri ftalati (esteri dell’acido ftalico) donano flessibilità ed elasticità alla plastica, ma possono causare il cancro. 

Poi ci sono gli inquinanti delle microplastiche. Ad esempio:

  • i policlorobifenili (PCB)
  • gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA).

Tutti rischi da approfondire e studiare perché, come ha scritto Efsa per valutare il rischio umano mancano dati tossicologici e tossicocinetici.

Vuoi saperne di più sulla plastica? Ecco il video di National Geographic